BOG Rescue

Le razze

Prima di cominciare vorremmo fare due premesse:

Per prima cosa ci sono mille modi per parlare di una razza, mille approcci e mille informazioni, per non parlare di ogni singolo individuo con una sua unica personalità e uno specifico set di attitudini e un passato, un vissuto specifico solo a lui. Detto questo, in questa pagina non ci poniamo l’obbiettivo di “spiegare” il Pastore Belga, l’Olandese ed il Grigione, ma solo di dare spunti che possano aprire una conversazione.

Come secondo punto parte dei testi presenti per la parte del Malinois soprattutto sono di Valeria Rossi, consigliamo a tutti di andare a leggere il suo blog. Nonostante Valeria sia venuta a mancare nel 2016 i suoi scritti sono ancora disponibili e attuali, lasciamo qui il link al blog: Ti presento il cane.

Citeremo in parte degli articoli che benché, non siano classiche descrizioni di questi cani, riescono a ritrarre in maniera vivida il carattere e l’essenza, il testo integrale è disponibile a questi link: il VERO Standard del Pastore Belga Malinois (con un pizzico delle altre varietà) e il VERO standard del Pastore Tedesco e verranno segnalati tramite una barra laterale


Il Pastore Belga

Tanto per cominciare, ricordiamo che i Pastori Belgi sono quattro.
Sì, proprio quattro varietà, e non tre come pensano in molti (comprese persone non completamente digiune di cinofilia): oltre al Groenendael (la cui pronuncia reale – sentita da un’amica belga – somiglia a uno dei versi che fa la Bisturi quando dorme: una roba tipo “gruuunundl”), al Tervueren e al Malinois c’è anche il Lakenois, ovvero la varietà a pelo duro, pressoché sconosciuta in Italia (ma anche in Belgio non è che pullulino).

Il Malinois

Se fosse una persona, sarebbe quello che si alza alle sei del mattino per andare a correre. Instancabile, sveglissimo e sempre operativo. Il Malinois ama fare, imparare e… fare ancora. Perfetto per chi ha energia da condividere, meno per chi ama il divano.

Potrei dire che [il Malinois] è un cane estremamente docile, molto nevrile (che non dev’essere sinonimo di “nervoso” e tanto meno di “isterico”), reattivo, con un temperamento della Madonna; che è un eccellente cane da guardia (è moooolto territoriale) e da difesa (pure troppo… una volta, in expo, un Tervueren che stava sotto una panchina, sulla quale dormicchiava il padrone, mi ha fatto fuori un cappotto perché sono passata troppo vicino al signore ronfante. Colpa mia: il cane non l’avevo proprio visto, altrimenti passavo mezzo metro più in là. Però… meno male che era inverno e avevo appunto il cappotto); che è un cane (specialmente se Malinois e se da linea da lavoro) con cui davvero puoi fare qualsiasi cosa. E se sei bravo (se non lo sei, non è colpa del cane) la farai sempre al top.
Ma anche queste sono cose serie, mannaggia!
Insomma, facciamola corta.
Carattere: esagerato.
Attitudini: tutte. Qualsiasi disciplina vi venga in mente, con questo cane potete farla e farla bene. Però, se lo fate mordere, lui sarà infinitamente più contento.

Il Laekenois

Un po’ spettinato, un po’ filosofo. Il Laekenois sembra dire: “Non guardarmi il pelo, guarda il cuore”. È intelligente, fedele e con un’aria rustica che conquista. Non cerca le luci della ribalta, ma sa farsi amare in silenzio.

Nel Lakenois non so cos’abbiano selezionato: ne ho conosciuti due in vita mia e quei due erano belli tosti, tanto da farmi pensare che abbiano ben poco da invidiare ai Malinois (anzi… certi peli un po’ strani che ogni tanto appaiono nel malin mi fanno pensare che siano stati utilizzati dei Lakenois proprio per migliorarne il carattere). Solo che i peli duri hanno sempre poco successo, proprio per la difficoltà aggiuntive di toelettatura: d’altro canto credo che il pelo “comodo” (in quanto corto) sia stato anche il motivo principale per cui ci si è dedicati col massimo impegno al malin come cane da lavoro.

Il Groenendael

Tutto nero, tutto charme. Il Groenendael ha l’aria seria, ma dentro è un tenerone. Osserva, valuta e poi ti sceglie… per sempre. Un cane che non fa rumore, ma quando c’è, si sente eccome.

Il Pastore Tedesco da lavoro (il Grigione)

Niente fronzoli: il Pastore Grigione è pratico e concreto. Lavora sodo, non si lamenta e ama l’aria aperta. Non chiede molto, ma dà tanto. Il classico cane che diresti: “Su di lui posso contare”.

Se viene da linee di sangue estreme (cioè tutte), ha un carattere della Madonna.
Infatti giusto la Madonna e pochi altri eletti sono in grado di gestirlo.
Non è decisamente un cane “per famiglie”, non è un cane adatto ai bambini (escluso forse Gesù Bambino), non è un cane per anziani, non è un cane praticamente per nessuno che non sia un cinofilo espertissimo e che non abbia alle spalle almeno una dozzina di cani, il più scarso dei quali deve aver fatto l’SchHIII. Altrimenti, ciccia.
Il Pastore Tedesco da lavoro estremo, con lo Standard, ha ben poco da spartire: quando va bene assomiglia ai cani degli anni ’70, altrimenti può somigliare a qualsiasi cosa, da un Malinois a un Siberian Husky nero.

Il Pastore Olandese

I Pastori Olandesi sono ancora poco conosciuti in Italia, a differenza del Pastore Belga che ha raggiunto una diffusione a livello internazionale. (Speriamo che la loro presenza nei Rescue e nei canili rimanga limitata).
È un cane che richiede la giusta dose di movimento. Pur essendo molto gestibile, necessita di una buona educazione di base, di regole chiare che vanno fatte rispettare da tutto il suo branco “a due zampe”. Le sue attitudini lo rendono un cane molto adatto alle più svariate discipline cinofile: dai vari “ring”, al lavoro su bestiame, al soccorso. È inoltre dotato di un eccellente olfatto, dote che può essere sfruttata in discipline come il Mantrailing o la Detection.
Docile e ubbidiente, affettuoso e molto vigile, il Pastore Olandese è il tipico cane da Pastore abituato a vivere da millenni a stretto contatto con l’uomo.

Lui è il multitasking dei cani. Intelligente, sportivo e sempre sul pezzo. Il Pastore Olandese impara tutto e lo fa pure bene. Se gli proponi qualcosa di nuovo, lui risponde: “Ok, quando iniziamo?”.


Vogliamo concludere questa panoramica con una menzione ironica ai proprietari di questi cani, sperando che vi faccia sorridere e magari qualcuno di voi ci si rivedrà.

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